Nel thriller psicologico 'La lezione', non esistono verità comode. Il film di Stefano Mordini, tratto dal romanzo di Marco Franzoso, porta Matilda De Angelis dentro un racconto dove i ruoli si confondono e le certezze si sgretolano. 'Mi interessava entrare nella zona d’ombra', racconta l’attrice bolognese, alle prese con un personaggio che costringe lo spettatore a interrogarsi continuamente su colpa, potere e responsabilità.

La storia inizia con un caso giudiziario delicato: una giovane avvocata difende un professore universitario accusato di violenza sessuale. L’uomo viene assolto, ma la vicenda non si chiude. Quando il docente decide di fare causa all’ateneo che lo ha reintegrato solo formalmente, il passato torna a galla e la protagonista si ritrova intrappolata in un intreccio sempre più ambiguo. Tra minacce, sospetti e la possibile presenza di un ex compagno ossessivo, il confine tra verità e manipolazione si fa sempre più fragile.

Il film alimenta la propria tensione proprio su questa instabilità morale. 'Mi interessava entrare nella zona d'ombra, in quel punto in cui non sai più chi ha ragione', racconta l’attrice in un’intervista a 'La Repubblica'. La narrazione evita giudizi netti e mette in scena un sistema di relazioni in cui il confine tra vittima e carnefice si fa sempre più labile. Nel dialogo con il quotidiano, emerge anche una riflessione più ampia sul contesto culturale: 'Il sistema di pensiero patriarcale è uno spettro', osserva, descrivendo una struttura invisibile che continua a influenzare le dinamiche di potere e violenza.

Prodotto da Indigo Film e distribuito da Vision Distribution, 'La lezione' arriva nelle sale italiane il 6 marzo, con un cast che include anche Stefano Accorsi, portando sul grande schermo un thriller psicologico costruito su manipolazione, memoria e relazioni di potere.

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