Non sempre una vocazione trova subito incoraggiamento.

Cresciuta in una famiglia romana solida ma poco incline a coltivare sogni artistici, l'interprete ha raccontato in una recente intervista a Vanity Fair come il desiderio di recitare sia maturato quasi in silenzio. In casa non c'erano ostacoli, ma nemmeno quell'entusiasmo che spesso accompagna le ambizioni dei figli. 'La mia non è mai stata una famiglia che ha soffiato su questo tipo di passioni', ha spiegato Sabrina Ferilli. 'Nessuno di noi tre fratelli è stato ostacolato, ma non avevamo genitori che facessero il tifo sfegatato'.

Quel clima di prudenza ha segnato anche i primi passi nel mondo dello spettacolo. Nei primi anni, quando i ruoli erano ancora sporadici e la strada incerta, l'idea di dichiarare apertamente la propria professione risultava quasi imbarazzante. L'interprete romana lo ammette senza reticenze: 'Mi imbarazzavo a dire che facevo l'attrice'. Solo con il tempo, grazie ai successi televisivi e cinematografici che l'hanno resa uno dei volti più riconoscibili dello spettacolo italiano, quella timidezza iniziale ha lasciato spazio a una maggiore consapevolezza del proprio percorso.

Nel dialogo con il magazine emerge anche una riflessione più personale sulla maternità. Nel corso della vita l'attrice ha preso in considerazione l'adozione, arrivando ad avviare il percorso due volte, ma senza che si concretizzasse.

Oggi la protagonista di numerose produzioni televisive e cinematografiche continua a lavorare tra set e progetti editoriali, mentre l'intervista accompagna l'uscita del film 'Notte prima degli esami 3', nuova rilettura del cult generazionale che riporta al centro il racconto di genitori e figli di fronte al passaggio dell'esame di maturità.

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