Figlia di Monica Bellucci e Vincent Cassel, la ventunenne ha iniziato molto presto a confrontarsi con l'attenzione del pubblico.

Ma nelle interviste insiste su un punto preciso: più che un vantaggio immediato, avere due genitori celebri significa misurarsi con aspettative più alte. 'Il nepotismo? La gente lo vede con il luccichio negli occhi, ma se non lo si sa gestire può portare più infelicità che benefici', ha spiegato Deva Cassel parlando del tema in un'intervista a Vanity Fair, riflettendo sulla pressione che accompagna chi cresce in una famiglia così esposta.

Il rapporto con i genitori, però, resta centrale nella formazione professionale. Sempre nello stesso colloquio, la giovane attrice ha raccontato che la prima lezione ricevuta in casa riguardava proprio il modo di vivere il mestiere: 'Fin da piccoli, i miei genitori ci hanno insegnato la differenza tra l'artista e la persona', ha ricordato, sottolineando come la notorietà non fosse mai stata presentata come un obiettivo, ma come una conseguenza del lavoro.

Questo approccio emerge anche nei racconti di chi ha lavorato con lei. La regista Laura Luchetti, che l'ha diretta nel film 'La bella estate', ha spiegato in un'intervista ad Amica che durante la preparazione del film la giovane attrice mostrava già un'attenzione quasi maniacale alla sceneggiatura: 'Abbiamo fatto un laboratorio di cinque giorni prima delle riprese ed era sempre accanto a me. Anche quando non giravo, lei se ne stava lì con la sceneggiatura aperta'.

Dopo l'esperienza nel film tratto dal romanzo di Cesare Pavese, la carriera della giovane interprete prosegue con produzioni internazionali sempre più ambiziose. Tra i progetti più visibili c'è la serie 'Il Gattopardo', disponibile su Netflix, mentre tra i set annunciati figurano anche 'Zero A.D.' e una nuova versione cinematografica del 'Fantasma dell'Opera', lavori che segneranno i prossimi passi del suo percorso.

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