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Pif rilancia il suo cinema e sposta il confine tra colpa e giudizio.
Il regista palermitano, Pierfrancesco Diliberto, torna dietro la macchina da presa con '...che Dio perdona a tutti', scegliendo un terreno meno rassicurante rispetto ai lavori precedenti: abbandona la contrapposizione netta tra bene e male e trascina lo spettatore in una zona grigia da interpretare.
Nell'intervista rilasciata a Vanity Fair, l'autore chiarisce la direzione del progetto: 'Mi interessa raccontare quel confine sottile tra giusto e sbagliato'. Una dichiarazione che definisce l'impianto del film, costruito su scelte morali complesse e personaggi che sfuggono a giudizi immediati.
Dopo aver firmato 'La mafia uccide solo d'estate', il cineasta conferma la volontà di unire intrattenimento e riflessione, ma introduce qui una tensione più marcata verso il dubbio. L'ironia resta presente, senza alleggerire davvero il peso del racconto: diventa piuttosto uno strumento per mettere in crisi lo spettatore.
Il titolo stesso funziona come una provocazione aperta, capace di attraversare la narrazione senza offrire risposte definitive, lasciando emergere contraddizioni e responsabilità individuali.
'...che Dio perdona a tutti' è arrivato nelle sale italiane il 2 aprile 2026 ed è accompagnato da un percorso di presentazioni e incontri pubblici, in linea con un progetto che punta al confronto diretto sui suoi nodi morali.