Maria Vera Ratti porta su Rai 1 una notaia ferita che torna a Sorrento.

La nuova fiction di Rai 1 sceglie un terreno poco battuto per il racconto seriale italiano: quello notarile. Ma il vero punto non è il mestiere, bensì la donna che lo esercita.

La protagonista arriva in Costiera dopo essersi classificata ai primi posti al concorso, convinta di poter tenere ogni cosa sotto controllo: il lavoro, il matrimonio con Stefano, perfino il dolore rimasto sospeso dalla morte dei genitori, avvenuta quando aveva appena cinque anni. È da lì che nasce la sua rigidità, descritta anche da Rai come una forma di autodifesa.

Il ritorno a Sorrento, però, non ha nulla di ornamentale. Il regista Vincenzo Pirozzi ha spiegato che la serie si muove sul 'contrasto tra il desiderio di ordine e la necessità di lasciarsi andare' e, nel Radiocorriere, sottolinea di aver evitato una città-cartolina per cercare una Sorrento vissuta, aderente al mondo interiore della protagonista.

È qui che entrano in scena Leda e Vito, figure opposte al suo bisogno di controllo, e casi notarili che trasformano successioni, tutele e verità familiari in materia narrativa.

A offrire la chiave più limpida è la stessa interprete: 'Credo che questa sia una storia di crescita, perché l'esperienza umana è, fondamentalmente, legata proprio al crescere', ha dichiarato Maria Vera Ratti a SuperGuidaTV.

Una frase che sposta il baricentro della serie dal procedural al percorso interiore. Dopo il debutto del 12 aprile, 'Roberta Valente - Notaio in Sorrento' prosegue su Rai 1 in quattro serate ed è disponibile anche su RaiPlay.

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