Edoardo Pesce smentisce l'etichetta da cattivo e rilancia con una confessione spiazzante.

Volto tra i più riconoscibili del cinema italiano contemporaneo, il 46enne romano ha costruito la propria carriera su personaggi duri e disturbanti, da 'Romanzo Criminale - La serie' a 'Dogman', ruolo che gli è valso il David di Donatello 2019 come miglior attore non protagonista. Un percorso coerente con una presenza scenica spesso associata alla violenza o alla marginalità.

Nell'intervista rilasciata a Il Messaggero, l'interprete rompe però questo schema e ridefinisce la propria identità con una frase destinata a far discutere: 'Io non sono un cattivo, mi sento Jessica Rabbit'. Il riferimento a 'Chi ha incastrato Roger Rabbit' diventa così una chiave di lettura: ciò che appare sullo schermo non coincide necessariamente con la realtà personale.

La dichiarazione arriva mentre è nelle sale 'Eva', opera seconda di Emanuela Rossi uscita il 21 aprile, in cui interpreta un apicoltore vedovo coinvolto in una vicenda sospesa tra tensione psicologica e natura.

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