Laura Morante porta al cinema una Grazia Deledda lontana dalla cartolina scolastica.

In 'Quasi Grazia', il film di Peter Marcias tratto dall'omonimo romanzo di Marcello Fois, la scrittrice nuorese non è raccontata come un monumento, ma come una donna attraversata da dubbi, ambizione e senso di appartenenza.

'Non abbiamo neanche una documentazione filmata, non abbiamo quasi nulla, se non i suoi testi scritti e delle foto', ha spiegato l'attrice parlando con Libero Quotidiano, sottolineando come il personaggio abbia richiesto anche una parte di invenzione interpretativa. Per Morante, il conflitto con la madre diventa qualcosa di più ampio: 'La madre è quasi un simbolo, rappresenta la Sardegna, ma rappresenta i suoi stessi dubbi'.

Il film arriva in sala nel centenario del Nobel per la Letteratura, assegnato alla Deledda nel 1926, e dopo una partenza forte in Sardegna: oltre 2.600 spettatori nella prima settimana, con passaggio da sei a otto sale sull'isola prima dell'uscita nazionale del 14 maggio.

Marcias, che definisce la scrittrice 'di una modernità dirompente', ha costruito il racconto su tre momenti cruciali: l'arrivo della madre da Nuoro, l'attesa del Nobel a Stoccolma e il confronto con la malattia.

Laura Morante accompagnerà il lancio in Sardegna con due incontri: il 16 maggio a Cagliari e il 17 maggio a Nuoro.

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