Giorgio Locatelli definisce gli anni trascorsi a Parigi 'tre anni di inferno'.

Non per i turni massacranti o la pressione del lavoro, ma per gli insulti che, a suo dire, riceveva quotidianamente nelle brigate francesi.

Intervistato da Il Messaggero, il giudice di 'MasterChef' afferma che ogni mattina gli veniva ricordato di essere 'una m***a, un italiano'. 'Era il buongiorno dei francesi', dice, riferendosi al clima vissuto durante la sua formazione professionale.

Secondo lo chef, dietro quell'ostilità c'era anche la difficoltà di accettare che un cuoco straniero potesse emergere in un ambiente tradizionalmente molto competitivo. Tra i passaggi più duri cita il periodo trascorso alla Tour d'Argent, una delle istituzioni della gastronomia parigina.

Eppure, proprio tra quelle cucine ostili prende forma una delle lezioni più importanti della sua carriera. Non tanto come gestire un ristorante, ma come non farlo. 'Ho imparato esattamente ciò che non devi fare quando mandi avanti un ristorante'.

Oggi considera quelle esperienze una lezione professionale decisiva: rigore e disciplina restano fondamentali, ma senza ricorrere alle umiliazioni che hanno segnato i suoi esordi nelle cucine francesi.

LATEST NEWS