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L'addio di Milo Infante alla Rai si è consumato molto prima della controproposta con cui l'azienda tentò di convincerlo a restare.
Al 'Fatto Quotidiano' il giornalista ripercorre i mesi che hanno preceduto il suo passaggio a Mediaset. 'Non li ho più sentiti', dice a proposito della richiesta di un incarico dirigenziale avanzata ai vertici di Viale Mazzini. Solo in seguito arrivò la controproposta economica.
Nel dicembre 2025 Infante chiese ai vertici Rai la guida della struttura Sviluppo Nuovi Format e un adeguamento economico vicino al tetto retributivo. Senza ricevere risposte, nel maggio 2026 iniziò a valutare altre offerte.
A quel punto la Rai gli propose la direzione di Rai Digital e un contratto esterno da 500 a 600mila euro lordi l'anno. Infante rifiutò perché la decisione di lasciare Viale Mazzini era ormai maturata.
Il giornalista inizierà ora la sua nuova esperienza a Mediaset come condirettore di Videonews. Nella stagione 2026-2027 condurrà 'Ore 11', il nuovo programma quotidiano di Rete 4, e un programma settimanale in prima serata dedicato all'attualità.
Infante torna anche sul passaggio di testimone con Salvo Sottile a 'Ore 14'. Definisce poco elegante una locandina pubblicata sui social che affiancava il volto del nuovo conduttore a quello di Lia, storico volto della trasmissione. Sottolinea però che la sua critica non riguarda il collega, al quale ha augurato buon lavoro.