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Caterina Balivo ricostruisce attraverso fotografie, sorelle e amiche la propria vita prima dei 25 anni, un periodo che sostiene di non ricordare.
Nell'intervista pubblicata da 'Sette' il 12 settembre, per la conduttrice questo vuoto ha un nome: 'pruning'.
'Libero il mio cervello da ciò che è stato per accogliere nuove informazioni e nuove emozioni'. Nella chat di famiglia compaiono fotografie di cui non conserva memoria e comincia una ricostruzione fatta di 'frasi, colori, piccoli particolari'.
Anche sua madre ci scherza: 'Caterina, per fortuna hai avuto una bella infanzia, altrimenti cosa penserebbe la gente...'. Qualche frammento riaffiora invece durante 'La volta buona', quando gli ospiti più giovani le riportano alla mente episodi della stessa età.
Il 'pruning' della Balivo, però, non coincide con quello delle neuroscienze. Per lo psicologo Davide Cortesi è una 'metafora personale': il pruning sinaptico rimodella le connessioni nervose, ma non permette di selezionare e cancellare volontariamente episodi della propria biografia.
La presentatrice ha fissato regole precise anche per la tecnologia in famiglia. La figlia Cora, 9 anni, non avrà un cellulare almeno fino ai 13 e per chiamare amici, nonni e genitori usa il telefono fisso di casa.
Dal 7 settembre la Balivo è tornata alle 14 su Rai1 con la quarta stagione di 'La volta buona', tra spettacolo, costume, attualità e storie personali.